Luglio 2018 – Konstantin Bogino live alla Società del Quartetto di Bergamo2018-09-13T14:08:38+00:00

Project Description

Konstantin Bogino live alla Società del Quartetto di Bergamo

LO STORICO PIANOFORTE STEINWAY GRANCODA 1913 DELLA SOCIETA’ DEL QUARTETTO DI BERGAMO
Una storia tutt’ora in corso

Correva l’anno 1926 allorchè l’allora presidente della SdQ Ciro Caversazzi (Bergamo, 24.1.1865 / 1.5.1947), il 15 novembre inviava ai Soci il seguente testuale accorato appello: “Egregio consocio, il Pianoforte che fino ad oggi ha servito pei concerti sociali si dimostrava già da qualche anno disadatto alle eccellenti esecuzioni; tantochè questa Direzione doveva farsi riguardo di non invitare solisti di pianoforte perché la qualità dello strumento era impari alla valentìa dei concertisti. Dietro ripetute sollecitazioni di numerosi Soci, la Direzione ha deciso di ovviare al grave inconveniente acquistando un superbo pianoforte Steinway & Sons da gran concerto per l’occasionale prezzo di £ 30.000. Lire 14.000 poterono essere fornite dalla Cassa Sociale. Per le rimanenti lire 16.000, si fa appello al contributo dei Soci (… omissis…). La Direzione nutre ferma fiducia che la S.V., per il maggior decoro e lustro della nostra istituzione, vorrà rispondere generosamente all’appello”.

Recentissime ricerche hanno appurato che i Soci di allora – tutti nominativamente identificati – risposero con generosità: ben sette furono gli elenchi dei sottoscrittori per complessive £ 10.455; mentre la differenza per arrivare al costo complessivo di £ 30.000 venne, appunto, dalla “Cassa Sociale” per £ 14.000; e da mutuo Banca Mutua Popolare di Bergamo, garantito da cambiali (giova osservare che Lire 30.0000 del 1926, rivalutate ad oggi, corrispondono a poco più di € 23.000,00; importo veramente… esiguo per uno strumento di tale “classe”!).

E’ opinione di chi scrive – per il momento non avvalorata da precisa documentazione – che l’impulso ultimo a dotarsi di un congruo pianoforte si manifestò in tutta la sua urgenza subito dopo il concerto che Béla Bartòk (Nagyszentmiklòs 25.3.1881 – New York 26.9.1945) tenne in sala Alfredo Piatti il 7.3.1926 per la 22ma Stagione Concertistica della Società del Quartetto, in conclusione del quale – presumibilmente – il grande pianista e compositore si lamentò della scarsa qualità dello strumento messogli a disposizione (praticamente la classica “goccia che fece traboccare il vaso” in favore della necessità impellente dell’acquisto di un nuovo pianoforte grazie alle quasi certe lagnanze di Bèla Bartòk !)

Il nuovo pianoforte – non ancora acquistato dalla SdQ – uscì dalla filiale di Amburgo (aperta nel 1888 della Steinway di New York, casa madre fondata nel 1853) nel 1913 con matricola 163281 mod. D (forse Deutschland?) di colore “ros” (probabilmente abbreviazione di “rose” = rosa) numero di fabbrica 618, serie 1, lunghezza metri 2,74 con mobile in legno di palissandro di Bahia, prendendo – il 23.9.1913 – la via di Vienna.

Da là, le tracce si perdono (gli archivi austriaci della Steinway andarono distrutti nel corso della Seconda Guerra Mondiale).
Sta di fatto che il pianoforte… ricomparve nel 1926 a Trieste perché il suo proprietario (tale dr. G. Z. Mett o Meth, medico chirurgo nato a Graz (Austria), residente a Trieste in Via Machiavelli 19 e poi risultante morto ad Auschwitz) intendeva venderlo.

Il Presidente Ciro Caversazzi invia a Trieste il Maestro Vittorino Moratti (direttore dell’Istituto Musicale di Bergamo) per condurre le trattative d’acquisto che, alla fine, si perfeziona al prezzo netto e versato di £ 27.000.
Il pianoforte – spedito in due casse per ferrovia il 29.5.1926, giunge a Bergamo il giorno 8 giugno e, finalmente, il 18.12.1926 la ditta Borroni di Bergamo, Via XX Settembre 50 lo colloca sul palco della Sala Alfredo Piatti ove verrà usato, subito il giorno seguente, per il concerto del pianista/compositore Emiliano Perotti; e, da allora in poi – e sino ai giorni nostri – dai maggiori esponenti del pianismo internazionale.

La storia del nostro pianoforte continua, densa di successi, secondo l’augurio – avveratosi – del venditore di allora “…che la sua splendida voce sia la fonte di molte ore di godimento artistico”.

Il Presidente della SdQ Bergamo
Giampaolo Rosa

Konstantin Bogino live at Società del Quartetto of Bergamo

The historical 1913 Steinway Grand of the “Societa’ del Quartetto” of Bergamo: a story still continuing

It was 1926 when the then President of the Società del Quartetto di Bergamo, Ciro Caversazzi (Bergamo 24.1.1865 / 1.5.1947), made the following heartfelt appeal to members, dated 15 November:
Dear Member, the pianoforte hitherto used for the concerts of our Society has, for some years now, proved unsuitable for high quality performances. So much so that the present management has had to avoid inviting piano soloists because the quality of the instrument was unequal to the excellence of the performers. Subsequent to repeated requests by numerous members, the management has resolved to make good this unhappy situation by purchasing a superb concert grand by Steinway & Sons at the special price of £ 30,000. 14,000 liras can be provided from the Society’s funds. We appeal for members’ contributions to cover the remaining 16,000 liras (… ). The management is confident that, in the interests of the greater dignity and lustre of our institution, you will wish to respond generously to this appeal.

Recent research has established that the members of the day – all identified by name – responded generously. There were no fewer than seven lists of subscribers for a total of £ 10,455. The necessary amount of £ 30,000 was achieved with £ 14,000 from the Society’s funds, as planned, and a loan from the Banca Mutua Popolare di Bergamo, guaranteed by promissory notes. It is worth noting that the 30,000 of 1926, at present-day values, would amount to little more than 23,000.00 euro, a remarkably small amount for such a high quality instrument.

The new piano – not yet bought by the SDQ – left Steinway’s Hamburg branch in 1913. Its specifications were as follows: matriculation no. 163281, model D, colour “ros” (presumably an abbreviation of “rosa”, factory no. 618, series 1, length 2.74 metres, frame in Bahia rosewood. On 23.9.1913, the piano was sent to Vienna. Its next moves are lost to us, since Steinway’s Austrian archives were destroyed during the Second World War.
Nevertheless, the piano resurfaced in 1926 in Trieste, when its owner (a certain Dr. G. Z. Mett or Meth, a medical surgeon born in Graz, Austria, resident in Trieste and who later died, it seems, in Auschwitz) intended to sell it.

The President of the SDQ sent Maestro Vittorino (Director of the Istituto Musicale di Bergamo) to Trieste to negotiate purchase terms, which concluded with a net, cash-in-hand price of £ 27,000. The piano reached Bergamo on 8 June 1926 and on 18.12.1926 Borroni, a Bergamo firm, placed it on the stage of the Sala Alfredo Piatti, where it was used the following day for a concert by the pianist/composer Emiliano Perotti. It has since been played by the leading exponents of international pianism.
The richly successful story of our piano continues, realizing the wish of its then seller “… that its splendid voice would be the source of many hours of artistic enjoyment”.

Il Presidente della SdQ Bergamo
Giampaolo Rosa

L’artista: Konstantin Bogino

Pianista, è il rappresentante della quarta generazione di una famiglia di musicisti moscoviti uniti in legami di profonda amicizia a S. Richter, E. Gilels, A. Rubinstein e A.B. Michelangeli, nomi che hanno senza dubbio influenzato la sua formazione musicale.
Il suo primo Maestro fu suo padre Georgij, pianista e pedagogo, autore di uno speciale metodo per pianoforte e di numerosi altri testi di carattere musicale. Dal 1957 al 1966 è stato allievo della Scuola Centrale di Musica di Mosca, conosciuta in tutto il mondo per aver formato i migliori talenti di tutta l’ex U.R.S.S. Si esibisce all’età di 11 anni con il suo primo recital con orchestra a Mosca dedicato a J.S.Bach, ottenendo successivamente il diploma di eccellenza presso il Conservatorio Tchaikovski sotto la guida della Prof.ssa Vera Gornostaeva.
Dal 1973 al 1978 professore al Conservatorio “Gnessinih” di Mosca, si esibisce in più di 300 concerti come solista, in duo con la celebre violinista Marina Kozolupova e con il leggendario Trio Tchaikovski del quale è stato fondatore.
Nel 1978, lascia la Russia per trasferirsi in Yugoslavia e dal 1987 vive a Parigi.
Nel 1979 vince il Concorso Internazionale di Monaco-ARD e il Grand Prix V. Gui di Firenze in duo con il celeberrimo violinista russo Pavel Vernikov. Dedica gran parte della sua attività alla didattica pianistica svolgendo masterclass nei più importanti Conservatori e Accademie d’Italia, Germania, Finlandia, l’Accademia Rubin di Tel Aviv, il “Conservatorio Superiore” di Parigi e Lione,
High Ars School di Seoul, e l’Accademia Sokeno, la Mississippi University, etc.
È stato per molti anni professore della facoltà di musica di Belgrado e delle Accademie di Novi Sad e Titograd.
Attualmente tiene corsi di perfezionamento annuali presso le Accademie Internazionali Ars Academy di Roma, Bergamo e Helsinki – Espoo. Numerosissimi suoi allievi si sono contraddistinti nei più prestigiosi Concorsi Internazionali come ARD di Monaco, Epinal (Francia), Premio Trio di Trieste, Schubert di Dortmund, il Maj Lind di Helsinki ed altri ancora.
Konstantin Bogino si è esibito nelle più prestigiose sale di tutto il mondo come il Teatro alla Scala di Milano, Auditorium Santa Cecilia di Roma, Theatre Chatelet e Hotel de Ville di Parigi, Wigmore Hall di Londra, Lincoln Center di New York, Herculessaal di Monaco, Kennedy Center di Washington, Bunka Hall di Tokio, sia come solista che in formazioni da camera con artisti quali N. Gutmann, Y. Bashmet, M. Vitas, O. Kagan, P. Gallois, E. Pahud, E. Brunner, V. Mullova ed ha partecipato a numerosi Festival: Siena, Bergamo – Brescia, Nantaalie e Kuhmo (Finlandia), Bad-Kissingen (Germania), Evian e Mentone (Francia), S. Richter di Mosca, Dubrovnik.
È stato promotore di attività musicali e fondatore di Festival di Musica da Camera come Portogruaro, Lucca, Chioggia, Satie di Arcueil (Francia), Dubrovnik (Croazia), Raudaskyla (Finlandia) nonché Direttore Artistico.
Ha inciso numerosi CD per Dynamic, RCA, Ondine, ADDA, Conifer, Musica Immagine, P.G.P. e Real Sound.

The artist: Konstantin Bogino

Bogino belongs to the fourth generation of a renowned family of Muscovite musicians whose bonds of deep friendship embrace such figures as S. Richter, E. Gilels, A. Rubinstein and A.B. Michelangeli, who undoubtedly helped influence his development as a young pianist.
His first teacher was his father, Georgij, pianist, pedagogue, author of a special method for piano and of numerous other musical writings. From 1957 to 1966, Konstantin was a pupil at the Central School of Music in Moscow, recognized throughout the world for having trained the finest talents in the former USSR. At the age of 11, in Moscow, he held his first concert with orchestra, dedicated to J.S. Bach. Subsequently, he gained a diploma with full marks at the Tchaikovsky Conservatoire in the class of Vera Gornostaeva.
From 1973 to 1978, he was professor at the “Gnessinih” Conservatoire of Moscow. At the same time, he held more than 300 concerts, as soloist, in duo with the celebrated violinist Marina Kozolupova and with the legendary Tchaikovsky Trio, of which he was a founder.
In 1978, Bogino he left Russia for Yugoslavia and since 1987 has resided in Paris.
In 1979, he won the International Munich Competition and the Grand Prix V. Gui of Florence in duo with the famous violinist Pavel Vernikov. He dedicates much of his time to teaching and holding master-classes in the leading conservatoires and academies of Italy, Germany, Finland, the Rubin Academy of Tel Aviv, the Conservatoires Nationals Supérieurs of Paris and Lyon, the High Ars School of Seoul, Sokeno Academy, Mississippi University, etc.
For many years, moreover, he was professor of the Music Faculty in Belgrade, and of the Academies of Novi Sad and Titograd. He is currently holds annual post-diploma courses at the international academies Ars Academy of Rome, Bergamo and Helsinki – Espoo. Many of his pupils have achieved awards in the most prestigious international competitions, such as the ARD of Munich, Epinal (France), the Premio Trio di Trieste, the Schubert of Dortmund, the Maj Lind of Helsinki and many others.
Konstantin Bogino has performed in the most prestigious concert halls of the world including the Teatro alla Scala of Milan, the Santa Cecilia Auditorium of Rome, the Théâtre du Châtelet and the Hotel de Ville of Paris, the Wigmore Hall of London, the Lincoln Center in New York, the Herculessaal in Munich, the Kennedy Center in Washington, and the Bunka Hall in Tokyo, as soloist, with orchestras and in chamber groups with artists such as N. Gutman, Y. Bashmet, M. Vitas, O. Kagan, P. Gallois, E. Pahud, E. Brunner and V. Mullova. He has played in numerous festivals such Siena, Bergamo-Brescia, Nantaalie and Kuhmo (Finland), Bad Kissingen (Germany), Evian and Mentone (France), S. Richter (Moscow) and Dubrovnik.
He has acted as promoter of musical activities and has founded numerous chamber music festivals such as those of Portogruaro, Lucca, Chioggia, Satie of Arcueil (France), Dubrovnik and Raudaskyla (Finland). He has also acted as artistic director.
He has recorded numerous CDs with Dynamic, RCA, Ondine, ADDA, Conifer, Musica Imagine, P.G.P. and Real Sound.

Il concerto

Da uno dei pianisti più indissolubilmente legati alla tastiera, anche se apparentemente può apparir paradossale, arriva una prova da grande direttore d’orchestra. Dal recital di Kostantin Bogino, il 23 aprile 2018 in Sala Piatti a Bergamo è arrivata una specialissima prova di direttore d’orchestra, o meglio, di orchestra da camera.
Autentico guru della didattica pianistica, Bogino muove le sue possenti dita come un arazziere intreccia le fila del suo tessuto pregiato: allo stesso modo l’interprete russo realizza trame musicali e contrappunti di linee e timbri.
Le sue dita sono autentici mezzi per scavare nella musica, nel mistero e negli abissi dell’anima umana. Sia nel ruggito rock e ribelle del giovane Bartók (Sonata 1926) sia nella Sonata op.110 di Beethoven, contemplazione della vita con distacco, con sguardo non più terreno.
Il suo recital è paragonabile a un diario dell’anima, affacciato alla soglia del mistero dell’arte. Con una differenza: è una declamazione dal vivo, proprio come quella di un attore che racconta la sua vita d’artista. Le dita di Bogino dipingono polifonicamente. Hanno la sapienza di un pittore, la forza di uno scultore che da una vita maneggia gli strumenti e i segreti della materia: profondità e pienezza poetica, imperativo morale e logos filosofico tutt’assieme riuniti, in un raro, pregnante sincretismo sonoro.
Quella di Bogino è una possanza rara, inimitabile, propria di certe anime che vengono dall’Est, animate dal fuoco di chi non ha mai smesso di vivere passioni umane, spirituali, oltre che artistiche.
Così anche nelle pitture eccentriche di Debussy (un Children’s corner privo di fronzoli) o nel titanico sentimentalismo di Rachmaninov.

Bernardino Zappa

The concert

It may seem a paradox, but one of the pianists most indissolubly linked to the keyboard makes a great appearance as an orchestral conductor. In his recital of 23 April 2018 in the Sala Piatti, Bergamo, the pianist Kostantin Bogino to all effects gave an exceptional display as the conductor or an orchestra, or rather, a chamber orchestra.
Bogino is a true guru of pianistic teaching. He moves his powerful fingers as the creator of a tapestry weaves the threads of his precious fabric. While at the same time, this Russian artist fashions musical intrigues and counterpoints from lines and timbres.
His fingers are an authentic means with which to delve into music, mystery and the abysses of the human soul, whether in the rock-style roar and rebellion of the young Bartók (Sonata, 1926) or in Beethoven’s Sonata op.110, a detached contemplation of life, its gaze no longer on earthly things.
His recital may be likened to a diary of the soul, a quest beyond the threshold of the mysteries of art. With one difference: it is a live declamation, typical of the actor who relates his life as an artist. Bogino’s fingers depict polyphonically. He has the skills of a painter, the strength of a sculptor who has dedicated a lifetime to handling the tools and secrets of his material. Poetic profundity and abundance, moral imperative and philosophical logos are united in a rare, pregnant syncretism of sound.
Bogino has that rare, powerful and inimitable dominance typical of certain souls from the East, animated by the fire of one who has never ceased to experience human and spiritual, as well as artistic passions.
Thus it is, too, in Debussy’s eccentric portraits (a Children’s Corner without frills) or in Rachmaninov’s titanic emotionalism.

Bernardino Zappa

Elenco delle tracce:

Béla Bartók (1881-1945)
SONATA BB 88, Sz. 80 – Allegro moderato – Sostenuto e pesante – Allegro molto

Ludwig van Beethoven (1770-1827)
SONATA n.31 in la bem. magg. op.110 – Moderato cantabile, molto espressivo – Allegro molto (fa min.) – Adagio, ma non troppo (si bem. min.) – Fuga. Allegro, ma non troppo

Claude Debussy (1862-1918)
CHILDREN’S CORNER – Docteur Gradus ad Parnassum, Modérément animé – Jumbo’s Lullaby, Assez modéré – Serenade for the doll, Allegretto ma non troppo – The Snow is Dancing, Modérément animé – The Little Sheppherd, Très modéré – Golliwog’s Cake Walk, Allegro giusto

Sergej Rachmaninov (1873-1943)
– da PRELUDI OP. 23 – nr. 5 in sol min.
– da MORCEAUX DE FANTAISIE OP. 3 – nr. 2 in do disesis min.
– da PRELUDI OP. 32 – nr. 12 in sol diesis min.
– da ÉTUDES-TABLEAUX OP. 39 – nr. 9 in re magg.

Ringraziamenti:

Konstantin Bogino per la gentile disponibilità nella messa a punto del suono e delle grafiche;
L’avv. Giampaolo Rosa e la Società del Quartetto di Bergamo per l’assistenza e la gentile disponibilità nella realizzazione di questo CD;
L’Accademia Santa Cecilia di Bergamo per l’aiuto nella realizzazione di questo disco;
Bernardino Zappa 
per la bella descrizione del concerto / evento;
Gian Vittorio Frau per gli scatti fotografici che hanno colto l’essenza dell’artista;
Christopher Howell, amico, pianista e traduttore, per le sue sempre impeccabili traduzioni in ambito artistico e musicale.

Il CD sarà disponibile per l’acquisto in questi store online:

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