Descrizione

Questa raccolta di improvvisazioni è frutto del mio lavoro che ho svolto come organista e maestro di cappella presso il Santuario Diocesano ed Europeo di San Michele Arcangelo e Santa Rita di Milano, e testimoniano la mia attività liturgica, la quale rappresenta per il Santuario una delle espressioni musicali più vissute dall’assemblea dei fedeli.
L’intento di questo lavoro è duplice: da un lato fare un percorso nella liturgia Ambrosiana, nobilitando in maniera particolare i canti del Cantemus Domino, lo strumento liturgico musicale a disposizione degli organisti e maestri della Diocesi di Milano, di cui viene riportato nei titoli dei brani la sigla con la numerazione relativa. Come secondo aspetto, questa registrazione intende dimostrare che è possibile utilizzare anche le “nostre melodie” liturgiche, che si basano sia su canti della tradizione italiana che internazionale, come base di lavoro nell’improvvisazione cosiddetta concertistica. Non da ultimo presentare infine e illustrare le possibilità sinfoniche dell’Organo F.lli Costamagna del 1962, strumento alquanto interessante, ricco di notevoli risorse espressive, che si apprezzano soprattutto dopo l’intervento di restauro operato dalla Casa Organaria Balbiani Vegezzi Bossi di Milano, completato nel 2005. L’Organo Costamagna ha suggerito le linee formali al presente lavoro, nel senso che si tratta di una rivisitazione del “Proprio” e dell’“Ordinario” in uso nel rito ambrosiano, in cui lo spunto musicale dei momenti liturgici spinge l’organista a creare intrecci sonori in un clima sinfonico che va al di là del momento propriamente liturgico.
Le forme musicali, che vengono trattate nelle improvvisazioni in programma, fanno parte della tradizione millenaria del nostro strumento, le quali si sono sviluppate e consolidate nella pratica organistica liturgica europea, soprattutto con la nascita del barocco, fino ai nostri giorni. La visione moderna di queste forme ne amplifica e ne caratterizza notevolmente il suo approccio, nel dovuto rispetto delle regole della forma originale, in cui però il linguaggio armonico e melodico è completamente rivisitato.

Paolo La Rosa

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